VILLA ARCHITETTURA PARCO FAMIGLIE GIUSEPPE CAPROTTI
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1573 – Il contesto territoriale di Albiate: il primo “stato d’anime”

Gli “stati d’anime” erano gli elenchi dei nuclei famigliari, specificati in ogni singolo componente, costituenti una parrocchia. Venivano compilati dai parroci e trasmessi alle autorità centrali, con notizie su quanti fossero i battezzati, gli ammessi alla comunione, i cresimati e così via. All’epoca dello “stato d’anime” compilato dal curato, Albiate contava 49 famiglie.

Nota de tutte le anime che sono sottoposte a Santo Gioanne Evangelista chiesa parochial di Albiate, Plebe d’Agliate de za dal Lambro, ducato di Milano (...) qual nota è stata scritta da me Prete Gio. Maria Bosaglio curato d’Albiate cuagiutor adi 7 genar 1573 et consegnata al Sr. Preosto Vicario Foraneo della plebe d’Aliate.

Inizi ‘600 – La costruzione della villa

La villa viene costruita inglobando tre edifici esistenti :
§ il primo edificio, ubicato nella zona nord-est con pianta a “L”, è costituito da un primo nucleo a pianta rettangolare poi ampliato. Non sono presenti elementi che possano ricondurlo a un’architettura fortificata: la zona denominata “castello” si trovava, comunque, in un’area diversa da quella della villa, situata a nord-est rispetto al centro abitato ;
§ Il secondo edificio, ubicato a est, ha pianta quadrata e si affaccia sulla strada principale, l’attuale via San Valerio. Sono riconoscibili le finestre, che si trovano a una quota diversa rispetto alle altre;
§ Il terzo edificio, ubicato in posizione più arretrata rispetto alla strada, è stato inglobato nella villa.

1640 – L’acquisto della villa da parte di Marcellino Airoldi

Marcellino del fu Giovanni Battista Airoldi, Tesoriere generale del ducato di Milano, acquista dal notaio milanese Marco Cremosano una vasta proprietà nel contado, comprendente diversi beni fra immobili e terreni siti in territorio di Albiate, Carate e Triuggio, tra cui la Villa Airoldi - Caprotti (nota, dagli anni Cinquanta, come Villa San Valerio ), con giardino dotato di grotta e giochi d’acqua:

Sedimen a nobili situm in dicto loco Albiati, quod est cum pluribus locis inferioribus et superioribus, canepa subterranea, curia magna et in ea cisterna, torculare et supra illud solario bladorum, stallis duabus et supra eas cassina, viridario, et in eo fontibus ex artificio aquam mittentibus, itemque alio fonte ad medium crotta contiguo parieti dicte domus a nobili versum ipsum viridarium, et tuba pro haurienda aqua in cortili prope coquinam existente, aliisque suis iuribus et pertinentiis, cui sedimini coheret ab una parte strata, ab alia infrascripta petie vinee Domus appellata, ab alia pars eiusdem vinea ad pratum appellatum il Moncucco, et ab alia domini fratrum de Homodeis. //c. 2r. Item sedimen a massario fere ad oppositum suprascripti a nobili existens, quod est cum tribus locis inferioribus, totidemque superioribus, columbario et subtus illud camera, stalla, cassina, pullario, curia muris circumdata et quatuor plantis moronum in ea existentes, aliisque pariter suis iuribus et pertinentiis, cui coheret a duabus partibus strata, ab alia domini fratrum de Homodeis, et ab alia dominus Iohannis Recalcati

Casa da nobile situata nella detta località di Albiate, composta da diversi ambienti al piano inferiore e superiore, cantina sotterranea, cortile maggiore e in essa una cisterna, torchio e sopra quello un piano superiore adibito a fienile, due stalle con sopra un fienile, un giardino dotato di fontane alimentate meccanicamente, ed un’altra fontana nel mezzo di una grotta contigua al muro della casa verso il giardino, ed una condotta per attingere l’acqua nel cortile esistente presso la cucina, e con gli altri suoi diritti e pertinenze; la quale casa confina da una parte con la strada, dall’altra con la vigna sottocitata denominata Domus, dall’altra con la medesima vigna nella parte a prato denominata il Moncucco e dall’altra con i signori fratelli Omodei.//Quindi una casa da massaro esistente proprio all’opposto della suddetta da nobile, con tre locali al pianterreno, altrettanti al piano superiore, colombera e sotto questa una camera, la stalla, la rimessa, il pollaio, circondata da muri e con quattro piante di gelso, anch’essa parimenti coni suoi diritti e pertinenze, confinante su due lati con la strada, dall’altro con i signori fratelli Omodei e dall’altro con il signor Giovanni Recalcati .

1640 /1720 circa – I lavori di trasformazione della villa

Gli Airoldi intraprendono lavori di ampliamento e restauro che danno alla villa le strutture e gran parte delle decorazioni ancora oggi conservate . Il complesso architettonico si articola in due parti principali; quello della villa a nord a pianta rettangolare, e l’ala est con i locali di servizio :

§ La villa a pianta rettangolare è orientata in direzione nord-sud. Si affaccia su un cortile interno, cui si accede attraverso un portone monumentale dalla via San Valerio, e su un belvedere rivolto verso Carate e verso le colline dell’Alta Brianza. Si sviluppa su due livelli, ed entrambe le facciate presentano una serie di finestre con cornici. Al piano terra gli ambienti si articolano su un doppio allineamento a fianco del salone-vestibolo centrale che occupa l’intera profondità dell’edificio. Tutte le stanze sono disimpegnate con enfilades parallele alle facciate. Sono presenti apparati decorativi in diverse stanze.
§ L’ala est si articola su due piani e si affaccia sulla via San Valerio, dalla quale si accede attraverso un piccolo portone di servizio con timpano mistilineo a mensola.

1666 – La costruzione dell’Oratorio dell’Immacolata, che successivamente prenderà il nome di Oratorio di San Valerio.



“… Fu nel 1666 che un ricco Parrocchiano di Albiate, Don Cesare Airoldo, fece domanda di far erigere un pubblico Oratorio << per sua mera devotione>>, dedicandolo alla B.V. Immacolata …
La pala dell’altare nell’Oratorio ci rappresenta la Madonna in forma presso a poco identica a quella del Murillo … Si vedono in basso, in ginocchio, ai lati della Vergine, le figure di S. Francesco e di S. Carlo … questo deve essere uno dei primi ritratti più belli e più fedeli del grande Borromeo, che in vita non ebbe ritratti e che era stato iscritto nel numero dei Santi da solo mezzo secolo. …”

SOGGETTO/TITOLO: Madonna con S. Carlo e S. Francesco
TECNICA: olio su tela
DIMENSIONI: cm 280 x 155
INGOMBRO CORNICE: cm 8 circa

L’ ancòna dell’altare, opera di Francesco Quadrio, fu compiuta e pagata alla fine del 1668.

“…Il Conte Cesare aveva anche un fratello Carlo Francesco, Nunzio Pontificio e Arcivescovo di Edessa… A Carlo Francesco noi andiamo debitori delle insigni Reliquie di S. Valerio, che trasportate qui dalle Catacombe di Roma, consacrarono la Chiesa a un nuovo Culto e a un titolo nuovo. …
Negli atti della vista pastorale del card. Pozzobelli, 1759 (vol. 40, pg. 151) così si descrive l’Oratorio di S. Valerio:  
<< a circa 200 passi dalla Chiesa Parrocchiale, sorge un Oratorio… di forma quasi quadrata, in una sola nave, con un unico altare. Vi si onorano moltissime Reliquie (quamplurium sacra Sanctorum Pignora) prima fra tutte il corpo integro di S. Valerio Martire, conservato decorosamente in un’arca scolpita in legno dorato, munita di cristalli da ogni parte e collocata sopra l’altare. Ogni anno, il 16 novembre a spese del conte Airoldi, si celebra una festa con rito solenne, con la concessione dell’Indulgenza Plenaria. In due altre teche si conservano le Reliquie dei Martiri ...>>
...
Sono lieto di poter affermare una volta di più l’autenticità dei Sacri Pegni conservati a S. Valerio , poiché essa consta dei Decreti di Ricognizione della Ven. Curia: per il Corpo del Titolare il 3 ottobre 1675; per gli altri, il 18 febbraio 1669…”

Sac. Felice Milanese parroco, “ALBIATUM, Albiate dall’anno mille ai giorni nostri, notizie storiche, civili, religiose, artistiche”, Albiate 1989. Vedi Associazione San Valerio Onlus

     

1751 - Il contesto territoriale di Albiate: i quesiti della Real giunta del censimento

Dalle Risposte ai Quarantacinque quesiti della Real giunta del censimento del 1751 emerge che il comune, appartenente alla pieve di Agliate, contava circa 500 anime. L’apparato amministrativo era costituito dall’assemblea di tutti i capi di casa della comunità, convocata in piazza almeno una volta all’anno in occasione della pubblicazione dei riparti e del rinnovo delle cariche comunitarie, da un console, tutore dell’ordine pubblico, e da un sindaco, responsabile della gestione degli interessi della comunità, entrambi eletti a pubblico incanto dall’assemblea e coadiuvati da due deputati: mentre il sindaco, occupandosi della cura delle pubbliche scritture, ricopriva anche la carica di cancelliere, ai due deputati, detti anche “fattori”, era affidata la vigilanza sulla ripartizione dei carichi fiscali.
Un esattore, scelto con asta pubblica e nominato dall’assemblea, si accollava infine tutte le operazioni connesse alla riscossione delle imposte.
A metà del XVIII secolo la comunità, infeudata separatamente dalla regia camera nel 1777, era assistita da un podestà feudale residente a Milano ma rappresentato in loco da un luogotenente residente a Carate, ed era sottoposta alla giurisdizione del vicario della Martesana .

1876 – L’inventario dei beni presenti nella villa e nell’oratorio di San Valerio

In genere, in occasione di una divisione di beni o alla morte di un membro della famiglia titolare di una parte del patrimonio, oltre che di beni suoi personali in maggiore o minor misura, venivano stilati dei precisi inventari specialmente della sostanza mobile lasciata dal defunto (biancheria, oggetti d'arredamento e così via). L’archivio di Casa Airoldi dispone di diversi di questi inventari, tra cui quelli stilati dopo la morte della marchesa Stefania, ultima titolare dei beni lombardi:
- Descrizione dei mobili, delle lingerie ed altri effetti esistenti nel palazzo d’Albiate di ragione della nobile signora donna Stefania Ajroldi-Gravina, 10 maggio 1876: inventario molto accurato con descrizione del mobilio e della biancheria presenti nel palazzo elencati stanza per stanza, firmato dal procuratore ingegner G. Campioni, dal contabile G. Sani e dal fattore G. Tettamanzi.
- Descrizione dei quadri nel palazzo e nell’oratorio di Albiate. Dettagliato elenco, nella medesima data, in cui si trovano descritti, anche qui stanza per stanza, i quadri presenti nel palazzo e nell’oratorio .

1893 – La vendita della villa ai fratelli Caprotti

Estintosi il ramo principale della famiglia Airoldi nel 1768, l’asse ereditario passa a un ramo trasferitosi in Sicilia, i cui ultimi eredi, alla fine dell’Ottocento, decidono di liquidare le proprietà lombarde, che sono vendute almeno in parte (compresa la villa) ai fratelli Bernardo, Antonio, Emilio e Giovanni Caprotti di Giuseppe . Con la vendita, com’era d’uso all’epoca, passa ai nuovi proprietari anche gran parte dell’archivio di famiglia con la storia dei beni venduti e della loro amministrazione, nonché la storia della stessa famiglia Airoldi a partire almeno dal Cinquecento.
 

1945 – La parrocchia di Albiate acquista l’Oratorio di San Valerio

L’arcivescovo di Milano, cardinale Ildefonso Schuster, nel corso della sua visita parrocchiale ad Albiate, propone di sconsacrare l’oratorio, e di trasportare in altra sede le reliquie ivi conservate. Il parroco, don Felice Milanese, si oppone, dimostrando quanto le vicende della famiglia Airoldi e dell’oratorio di San Valerio siano importanti per la comunità di Albiate. Egli riesce infine ad acquistare l’edificio da don Edoardo Bonzi, parroco di Ranco. Questi infatti, diversi decenni prima, era stato coadiutore nella parrocchia albiatese durante le trattative di cessione dei beni Airoldi; al momento della loro liquidazione, a don Bonzi era stato ceduto l’oratorio quale pegno di ringraziamento.

1957 – Il restauro della villa da parte dell’architetto Luigi Caccia Dominioni

Vengono eseguiti lavori di restauro sotto la direzione dell’architetto milanese. Viene risistemato lo scaloncino a due rampe, rifatti gli intonaci in quasi tutti i locali, e al piano superiore si ricavano dei piani mezzanini. Viene inoltre inserito un montacarichi nella zona nord-est, e una serie di locali di servizio ai vari piani. Immagini della villa dopo i lavori di ristrutturazione si trovano in un volume di Pier Fausto Bagatti Valsecchi, pubblicato nel 1978.

1950 circa – Giuseppe Caprotti acquista l’oratorio di San Valerio

L’oratorio di San Valerio viene acquistato dalla famiglia Caprotti, previo decreto arcivescovile. Il rogito contiene la condizione d’uso, stabilita dal decreto, secondo cui il parroco pro tempore di Albiate conserva il diritto di officiarlo .