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DISTRIBUZIONE L' EREDE ESSELUNGA LAVORA PER ALTRE CATENE
Caprotti jr. flirta con Despar e Coin
Giuseppe
Caprotti, quarantanovenne primogenito di Bernardo (presidente e fondatore
dell' Esselunga), torna sulle scene imprenditoriali, ma questa volta
sulla base di accordi con le catene della distribuzione diverse da quella
della famiglia.
Caprotti junior, infatti, ha firmato un contratto di consulenza per
il settore merceologico non food con il gruppo austriaco Aspiag (colosso
che controlla le insegne Spar in Europa) per le filiali italiane Despar,
con un giro di affari di 1 miliardo, un quinto circa di Esselunga. E
non basta. Ha anche lanciato una nuova iniziativa commerciale: si chiama
Quanto Basta ed è una catena di punti vendita ospitati all' interno
degli store Coin. I Quanto Basta hanno una formula innovativa che prevede
bar, ristorante e rivendita di alimentari, proponendo prodotti naturali
e possibilmente biologici. Tutti made in Italy. Il primo Quanto Basta
è stato aperto all' interno dello store Coin di Genova. Nei prossimi
due anni sono previste altre dieci aperture, a Brescia, Milano, Catania,
Varese, Roma, Verona e Bologna. Ciascun punto vendita ospiterà
molti prodotti realizzati nelle zone circostanti. Se l' iniziativa imprenditoriale
avrà fortuna, potrebbe essere estesa a un numero ancora più
largo di magazzini Coin, che sono 84 in tutta Italia, con 32 milioni
di visite medie ogni anno. Inoltre, sul medio periodo si pensa anche
ad aperture su strada, indipendenti dai Coin, e a una possibile espansione
internazionale. «QB, ovvero Quanto Basta, è l' acronimo
usato in tutti i libri di cucina per dare una misura personale di quantità
nelle ricette, e per noi ha il significato di esortazione a uno stile
di vita improntato alla qualità piuttosto che alla quantità»,
spiegano fonti interne alla società. «Il concept è
innovativo e propone un mercato di 1.800 referenze». Quanto Basta
fa capo alla società Btg, acronimo di Bridge the gap, della quale
è azionista al 100% e amministratore unico Andrea Rasca, manager
che in precedenza aveva pilotato lo sbarco in Giappone della catena
Eataly di Oscar Farinetti. Per ora Giuseppe Caprotti ha un ruolo da
consulente per la parte finanziaria e la gestione degli acquisti alimentari
di gamma media. In futuro, per finanziare il piano di aperture è
previsto un aumento di capitale. Caprotti potrebbe essere della partita?
Forse. Allontanato nel 2004 dall' incarico di ad di Esselunga (dove
era arrivato dopo 19 anni di gavetta) in rottura con il padre, Caprotti
jr. conserva la nuda proprietà del 33% della catena di supermarket
e la presenza nel cda. Fa anche parte del cda di Messaggerie Italiane,
la società di distribuzione libri e giornali della famiglia Mauri.
Filippo
Astone |