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| “Dall’orto
all’arte” Cronaca di due campagne pubblicitarie |
di
Giuseppe Caprotti - 1 novembre 2009 |
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Nel 1994, sotto il mio impulso, prende corpo l’ufficio
marketing di Esselunga e ne divento il primo direttore (*). Il
successo è travolgente: siamo sommersi di complimenti ed i clienti
“giocano” con noi e con l’agenzia, suggerendoci sempre
soggetti nuovi. Il
successo stimola anche le imitazioni, in Europa ed in America.
Delhaize, azienda con cui collaboriamo da più di un decennio, ci chiede i diritti per il Belgio dove vengono utilizzati alcuni soggetti. Dopo tre anni di successi non è facile rinnovarsi e la campagna termina un po’ stancamente. Tra il 1998 e il 1999 l’agenzia Testa perde l’esclusiva contrattuale con Esselunga e viene messa in concorrenza con Young and Rubicam, Bates, Lowe Pirella e Grey. Bates riesce a proporre una campagna accattivante e viene anche firmato un contratto che la blocca, evitando che possa proporla ad altre aziende della GD . La campagna si basa su trasposizioni di titoli cinematografici : “Rocco ed i suoi fratelli” di Visconti diventa “Rocco ed i suoi tortelli” o “Agli uomini piacciono le bionde” , come nel film con Marilyn Monroe, diventa il simpatico “Agli uomini piacciono le more”. Le affiches sono più “erudite” e quindi più difficili di quelle di Testa ma sono molto piacevoli. Nel contempo Testa si rimette in discussione e crea dei nuovi gruppi creativi al suo interno e nel 2001 propone a me e al dott. Tarditi, che ha preso il mio posto al marketing (mentre Violetta ha da tempo lasciato l’azienda ), una nuova campagna: “Famosi per la qualità” che debutta con i soggetti “John Lemon” e “Aglio e Olio”. Penso
che per spiegarla sia meglio lasciare la parola a Otello Fraternale,
direttore creativo e suo ideatore : “ la difficoltà principale
era riuscire ad evolvere la precedente campagna caratterizzata da una
forte creatività.
L’idea di utilizzare l’umanità per differenziarci dal passato ci ha portato sul giusto terreno di ricerca. Il problema era quindi quello di trovare una sintesi visiva originale dell’umanizzazione, usando come protagonista assoluto il prodotto in tutta la sua naturalità ed essenzialità. Così, un semplice frutto o una verdura, con l’aggiunta di un altro elemento (copricapo, occhialini, ecc.) ha dato vita i cui tratti caricaturali fanno assumere al prodotto protagonismo e personalità distintiva”. Questa serie di soggetti dura solo fino alla fine del 2002 ma lascia un segno importante nel mondo pubblicitario, e non solo: anche in questo caso i clienti ed i dipendenti partecipano e approvano le scelte aziendali. Oltre
ai calendari regalati alla clientela viene sviluppato timidamente anche
un po’ di merchandising: cartoleria, teli da mare, orologi - che
vengono regalati ai collaboratori che si sono distinti nel servizio
ai clienti – e il libro “dall’orto all’arte”
da cui sono tratti alcuni spunti di questo scritto. |
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Il libro “dall’orto all’arte". |
| (*)
all’epoca sono anche direttore acquisti non food, reparto da me
fondato qualche anno prima. |
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| L'orologio "John Lemon". | Telo
mare "John
Lemon". |
web:
lapidari factory |
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