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Abbiamo deciso di pubblicare in HTML un documento del 2007, presentato ad una manifestazione di “Brianza per il cuore”, perché molte delle tendenze ivi enunciate vengono confermate da notizie di oggi. In particolare segnaliamo alcune risposte del mercato a problemi da noi sollevati 3 anni fa: “Tesco
scommette sui prodotti locali… l’obiettivo è realizzare
vendite per un valore di 1 miliardo di sterline entro il 2011…
Tesco punta a valorizzare i prodotti locali, in particolare quelli scozzesi…” “…gli
ipermercati danno impulso alle vendite del bio…
Giuseppe Caprotti |
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| “A
scuola di cibo” |
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6
settembre e 1° ottobre 2007 |
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Le
tendenze degli ultimi anni |
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| I
Problemi: - Riduzione dei consumi alimentari sul totale dei consumi - Crisi alimentari, problemi ambientali e danni alla salute Le
risposte: |
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Riduzione
del peso dei consumi alimentari sul totale consumi |
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Crescita
1990 /2003: - Alimentari: +2,5% Altro, alcuni esempi: - Trasporti e comunicazioni +6% - Servizi ass.vi e finanz.ri +10,1% |
| NOTE Per dare un parametro di riferimento, nel 2006, la spesa digitale degli italiani (telefonia, internet, Tv, ecc.) valeva 38,5 miliardi di Euro. Fonte: Il Sole 24 Ore , 11 giugno 2007 All’interno del settore alimentare ci sono poi stati dei grossi cambiamenti nei consumi (es.: crescita del pesce, diminuzione di oli, grassi e della carne, etc.). |
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Problemi
di salute |
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| L’Italia
è il paese con la più alta percentuale di bambini sovrappeso
in Europa. Nella fascia che va dai 7 agli 11 anni sono il 36% (16% in
Germania, 19% in Francia, 27% in Inghilterra) Fonte: Obesity Task Force 2004 NOTE Corriere della Sera , 15/8/2007: “Sovrappeso un milanese su 3”, allarme del direttore dell’Istituto di esercizio fisico, salute e attività sportiva dell’Università Statale di Milano. Altro fenomeno: la crescita delle
intolleranze alimentari (ne soffre il 10% degli italiani). La quota
è in crescita a causa di: |
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Salute
e ambiente |
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| “Le
neoplasie causate dall’ambiente sono il 50%. Sotto accusa 400 sostanze
chimiche” “Bambini a rischio: Variazione dei tassi di incidenza per alcuni tumori pediatrici tra il periodo 1977-1981 e il periodo 1997-2001 (bambini da 0 a 14 anni)” |
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![]() Fonte: L’Espresso 31 maggio 2007 |
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I
grandi “spender” del mercato pubblicitario nel 2006 |
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NOTE “In
Italia i piccoli sono bombardati da una raffica di spot doppia rispetto
alla media europea”. |
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Le
risposte, panoramica del settore |
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La
distribuzione di qualità, nel mondo, negli ultimi anni, si è
impegnata a seguire 3 filoni importanti: NOTE |
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Panoramica
del settore |
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NOTE A
tal proposito basta leggere qualche recente titolo di giornale: |
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Panoramica
del settore |
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NOTE |
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| Panoramica
del settore |
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NOTE
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Le
risposte, panoramica del settore |
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| 2.
Tracciabilità e tutela della salute del consumatore
(es.: Carrefour, Waitrose, etc. vedi slide successive) |
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Panoramica
del settore |
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NOTE |
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Panoramica
del settore |
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![]() I prodotti dietetici di Waitrose (Inghilterra) |
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Panoramica
del settore |
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![]() I prodotti della Coop Svizzera in collaborazione con Weight Watchers |
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Panoramica
del settore |
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![]() Marks and Spencer (Inghilterra) tutela la salute del consumatore |
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Panoramica
del settore |
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NOTE |
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Le
risposte, panoramica del settore |
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3. Tutela dell’ambiente, con una politica di risparmio energetico, con i prodotti biologici e naturali, etc. (es. Esselunga, Coop Italia, Migros, Delhaize, Colruyt, Marks and Spencer, Tesco, Wal-Mart , Coop Svizzera, Whole Foods). NOTE |
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Panoramica
del settore |
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![]() Tutela ambientale, il progetto di Tesco (Agosto 2006) |
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Panoramica
del settore |
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NOTE |
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Panoramica
del settore |
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NOTE |
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Panoramica
del settore |
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![]() LAWSON, catena giapponese che ha fatturato 9,5 miliardi di € nel 2005, ha lanciato la sua catena di prodotti naturali. |
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Panoramica
del settore |
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| In
sintesi, negli ultimi anni, la distribuzione ha sottratto
il ruolo di leader valoriale ai produttori. A questo proposito basti pensare che il biologico cresceva nel 2006 del 20% negli USA anche grazie al fatto che Wal-Mart stava diventando il più grande compratore al mondo di quei prodotti o al fatto, abbastanza inusuale, che un discounter come Aldi (Germania) abbia inserito i prodotti bio sui propri scaffali. |
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Panoramica
del settore |
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| Purtroppo,
mentre all’estero la GD continua il suo “percorso ecologico”
in Italia dal 2004 la distribuzione ha puntato tutto sulla convenienza
e quest’evoluzione si è fermata. Sono state perse grosse opportunità: nel 2006 il biologico “ha messo a segno le migliori performance nell’ambito dell’agroalimentare italiano (+8,86%)”. Nel 2007 il biologico cresce del 10%. Fonti: Agra news marzo 2007, Nielsen NOTE I
consumi interni dovrebbero attestarsi alla fine di questo anno a 1,15
miliardi (stima prudenziale dell’autore su dati Sana). Per dare un raffronto le vendite di acqua minerale ammontano a 1,28 miliardi (fonte IRI, a.t. marzo 2007). Potenziale : i consumi pro capite degli italiani in prodotti biologici sono la metà degli statunitensi ed un quarto di quelli svizzeri. |
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Le
risposte, cosa succede adesso in Italia ? |
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La grande distribuzione continua a seguire una politica di prezzi bassi. Questo fattore è fondamentale ma il consumatore si aspetta anche delle soluzioni ai problemi annunciati all’inizio. NOTE |
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Cosa
succede adesso in Italia? |
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NOTE Il 33% degli italiani presta attenzione (molta/abbastanza) all’apporto calorico di ciò che mangia (fonte: Nielsen, 2006) |
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Cosa
succede in Italia? |
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| Barilla ha probabilmente capito che esiste una forte domanda di prodotti salutistici (vedi pagina seguente) che ormai rappresentano un quarto del mercato alimentare (27 miliardi di Euro su 107 nel 2005; fonte Federalimentare). | |
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Panoramica
del settore |
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NOTE Non
è un caso se Nestlé abbia dichiarato di voler diventare
un’azienda “di nutrizione, salute e benessere”. Un’altra azienda che sta puntando sulla salutistica (e sul bio) a livello mondiale è Danone. |
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Le
risposte |
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NOTE Queste aziende, inoltre, stanno introducendo, con Mars, Kraft Foods e Kellogg’s, informazioni nutrizionali volontarie sui loro prodotti, seguendo uno schema approvato dall’Unione Europea. |
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Conclusioni |
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| In
conclusione: cosa si può fare ? 1.
Essere più attenti a quello che si mangia verificando: NOTE Sulla provenienza basti pensare che tra IGP (Indicazione Geografica Protetta) e DOP (Denominazione di Origine Protetta) c’è un’enorme differenza: per l’IGP è sufficiente che una sola fase della produzione sia legata all’ambiente geografico, nel caso del DOP è necessario che l’intero ciclo produttivo (dalla materia prima al prodotto finito) sia localizzato all’interno di una determinata area. |
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Conclusioni |
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| 2.
A livello politico si può: NOTE N.B.
sul biologico: per quanto riguarda i controlli, in Italia, si potrebbe
fare di più. |
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Conclusioni |
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NOTE Per quanto riguarda I claim salutistici (es.: “può contribuire a rafforzare le difese naturali dell’organismo”) ci sarà inoltre un’apposita procedura di autorizzazione comunitaria. |
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Conclusioni |
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NOTE Rimane molto da fare in questo campo: il 6% degli italiani, contro una media europea del 43%, ritiene che le informazioni nutrizionali siano “molto chiare” (fonte: Nielsen, 2006). Gli italiani sono diffidenti e spesso hanno ragione: negli ultimi due anni, ad esempio, l’industria farmaceutica è stata seconda solo al settore delle telecomunicazioni per il numero di violazioni (35) e sanzioni (1,14 mio. di €) comminate dall’Antitrust per messaggi scorretti nei confronti dei consumatori. Questi ultimi hanno riguardato essenzialmente proposte di prodotti dimagranti (fonte: Il Sole 24 ore, 14 agosto 2007). -
in Svizzera le etichette dei prodotti della Coop (CH) hanno iniziato
ad indicare la provenienza per ogni singolo ingrediente. |
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| web:
lapidari factory |
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