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NOTA INTRODUTTIVA ALL'ARTICOLO - Milano il 6 maggio 2010

Il pezzo da me firmato su Mark-up di maggio analizza in modo asettico alcuni aspetti professionali concernenti la sparizione di due insegne della GD italiana, GS e Standa.
Su questo sito, vorrei aggiungere qualche commento più “emotivo”al riguardo:
la GS è stata fondata da Marco Brunelli e da mio zio Guido Caprotti nel lontano 1961. Lavorativamente parlando non è mai stato un concorrente temibile ma il brand , per quel fattore affettivo, mi mancherà comunque un po’.
Da piccolo mia madre mi portava a fare la spesa all’Esselunga di viale Regina Giovanna che in tempi recenti è passata sotto insegna Standa e successivamente sotto il marchio Billa.
Da dirigente ho potuto incidere ben poco sulla struttura di Regina Giovanna che era già vetusta a metà degli anni ’80 quando ho cominciato a lavorare in Esselunga.
Rientrandovi da cliente qualche tempo fa, sotto insegna Standa (*), ho notato alcune cose strane (es.: la sporcizia all’ingresso) sulle quali stendo “un velo pietoso”.
Da cittadino concordo quindi con la visione tragicomica sottostante di m. fisk ma anche con la sua conclusione un po’ malinconica : con l’ “eliminazione” dei marchi GS e Standa, nonostante tutti i loro difetti, è comunque un pezzo della nostra storia di tutti i giorni che se ne và…

Giuseppe Caprotti

http://blog.mfisk.org/2010/03/billa.html

PS: in merito alla frase del blog che dice “l ‘insegna concorrente arrotonda i centesimi perché il tempo alla cassa è denaro” aggiungo che la decisione di eliminare l’utilizzo delle monetine in Esselunga venne da me presa all’avvento dell’euro, seguendo un po’ l’esempio della Finlandia, non solo per semplificare il lavoro delle cassiere ma anche per dare un vantaggio al consumatore che ad ogni transazione si ritrovava uno sconto di qualche centesimo,
gc

(*) ma anche sotto il marchio Billa…

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