| Progetto di Conservazione e Restauro
delle Reliquie e della Chiesa
di San Valerio in Albiate
SAN VALERIO
Nei martirologi, libri contenenti le vite e gli atti dei martiri cristiani, la Chiesa ricorda
diversi santi di nome Valerio. Le reliquie conservate nell’omonimo oratorio di Albiate
appartengono a un Valerio martirizzato in Africa con san Rufino, all’epoca delle grandi
persecuzioni anticristiane (III-IV secolo d.C.), e il cui onomastico è posto, con quello del
compagno, al 16 novembre.
Negli anni Sessanta del XVII secolo a monsignor Carlo Francesco Airoldi, vescovo di
Edessa e nunzio pontificio presso alcuni dei maggiori potentati dell’epoca (tra i quali il
Granduca di Toscana e la Repubblica di Venezia) vengono donati dalla Santa Sede,
quale segno di distinzione per il suo operato e il suo grado, l’intero corpo di Valerio e
diverse reliquie di altri martiri.
Era l’epoca in cui le catacombe romane erano state appena scoperte, e le reliquie dei
martiri che vi erano sepolte, fatte oggetto di particolare devozione, erano talmente
ricercate da indurre a profanarne le tombe per rubarle, tanto che i pontefici
comminarono la scomunica a tutti coloro i quali s’impossessassero dei resti dei martiri
senza autorizzazione. Gli stessi pontefici, però, potevano far dono di reliquie ai prelati
benemeriti della Curia, o ai nunzi, o ai laici che si fossero particolarmente distinti nel
servizio della Santa Sede. Maggiore era la dimensione della reliquia, maggiore erano
l’importanza del dono e, di conseguenza, del donatario .
Per accogliere degnamente l’omaggio fatto a lui personalmente e alla sua famiglia,
l’Airoldi fece restaurare e ampliare l’oratorio dedicato alla Vergine Immacolata annesso
alla proprietà di famiglia ad Albiate (oggi in provincia di Monza), sito dirimpetto
all’ingresso della villa residenziale, e lo fece intitolare proprio a San Valerio.
Ancora oggi il corpo del Santo e le altre reliquie sono collocate nell’altare della
cappella, dalla quale sono state temporaneamente rimosse per essere restaurate e
nello stesso tempo consentire le operazioni di restauro alla chiesa stessa. |
| Sul retro della teca in legno e cristallo contenente il corpo di San Valerio sono ben
visibili i sigilli in cera lacca con lo stemma del prelato che li appose per garantirne
l’autenticità. L’insegna è composta dallo scudo, con l’aquila coronata, e da cappello,
cordoni e nappe di paonazzo e fiocchi in numero di dodici disposti sei per parte in tre
ordini di 1,2,3. Secondo l'araldica attuale dovrebbe trattarsi dello stemma di un
protonotaro apostolico, un prelato d'onore o un cappellano di Sua Santità.
Allo stato attuale è molto difficile individuare con certezza la famiglia di riferimento
anche perchè gli stemmi ecclesiali sono spesso stemmi personali e non familiari. In
ogni caso, al di là della somiglianza tra lo stemma Airoldi e quello ecclesiale, si
registrano altre famiglie che hanno uno stemma analogo, tra cui possiamo menzionare
gli Acquarone o i Besozzi. Le ricerche attualmente in corso hanno lo scopo di
identificare lo stemma in modo da poter risalire al periodo in cui venne apposto e quindi
alla data dell’ultima chiusura della teca-reliquiario. |
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Il corpo del Santo
• pulitura delle ossa con mezzi meccanici
• rifinitura della pulitura con solventi testati
• eventuali consolidamenti
• incollaggi delle eventuali fratture non storicizzate
• eventuali consolidamenti e/o protezioni superficiali
La teca
• consolidamento strutturale del supporto ligneo tramite incollaggio degli elementi
instabili
• ricostruzione degli elementi lacunosi con tasselli della medesima essenza lignea
• consolidamento degli strati preparatori della pellicola pittorica
• appianamento dei sollevamenti della pellicola pittorica con termocauterio
• leggera pulitura della superficie
• stuccatura a gesso e colla delle lacune di preparazione
• reintegrazione delle mancanze di decorazione con colori all’acquarello
• protezione della superficie con vernice finale o cera.
La teca
• consolidamento strutturale del supporto ligneo tramite incollaggio degli elementi
instabili
• ricostruzione degli elementi lacunosi con tasselli della medesima essenza lignea
• consolidamento degli strati preparatori della pellicola pittorica
• appianamento dei sollevamenti della pellicola pittorica con termocauterio
• leggera pulitura della superficie
• stuccatura a gesso e colla delle lacune di preparazione
• reintegrazione delle mancanze di decorazione con colori all’acquarello
• protezione della superficie con vernice finale o cera.
Gli elementi decorativi
• pulizia degli elementi decorativi in legno e paglia tramite soffiatura
• consolidamento
• accurata aspirazione della retina del tessuto rosso per rimuovere il deposito di
polvere superficiale
• eventuale lavaggio su tavolo a bassa pressione e ricomposizione in piano
QUARTA FASE: Riapposizione dei sigilli
Le tempistiche di intervento sono indicative: sarà nostra premura fornire un piano lavori più
preciso e dettagliato a seguito dell’apertura della teca e al rilievo dell’effettivo stato di
conservazione della salma del Santo. |