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| PARCO - ANIMALI AUTOCTONI - Ottobre 2009 |
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AIRONE CENERINO – Ardea cinerea L'Airone cenerino è, insieme all'Airone bianco maggiore, il più grande rappresentante della famiglia, caratteristica che abbinata alla livrea lo rende facilmente riconoscibile. Presenta una colorazione generale grigio cenere, da cui il nome. La testa bianca è attraversata da una stria di color nero lucente, che partendo dall'occhio prosegue sulle due lunghe penne del caratteristico ciuffo nucale. Il
becco giallo diventa arancio nel periodo riproduttivo. Le zampe sono
di color grigio-verde. Nell'acqua lo si può osservare camminare lentamente o starsene perfettamente immobile, nell'attesa di ghermire le prede. Queste comprendono insetti di grossa mole, rane, bisce d'acqua, topi, varie specie di pesci anche di taglia considerevole, che ingoia dalla testa dopo averli “fiocinati” con il possente becco. L'Airone caccia anche piccoli uccelli quando si trovano incautamente a portata di becco. Il
nido è un ammasso grossolano di rami costruito sugli alberi,
dove vengono deposte, a partire anche da fine gennaio, da 3 a 5 uova
di color verde bluastro che vengono covate per circa 25 giorni. |
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ALLOCCO - Strix aluco E' il più grande e diffuso rapace notturno presente nei nostri boschi; frequenta esclusivamente le zone boscate più mature e i parchi con presenza di grandi alberi. La colorazione generale, macchiettata e striata, può variare da un caldo bruno-fulvo al grigiastro; la testa è grande e rotonda, con profondi occhi neri. Si distingue dal Gufo comune per l'aspetto molto più massiccio, gli occhi scuri e l'assenza dei “ciuffetti” sulla testa. Nidifica nelle cavità di grossi alberi o in nidi abbandonati di altri uccelli e in ruderi, deponendo a fine inverno da 2 a 5 uova bianche, che vengono covate per circa un mese. Utilizza
volentieri cassette-nido di dimensioni adeguate. Di
abitudini prettamente notturne, tradisce la sua presenza con il caratteristico
canto,udibile a distanza. |
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BALLERINA GIALLA – Motacilla cinerea Il curioso quanto azzeccato nome di questo uccello deriva dal suo singolare modo di spostarsi: la lunga coda sempre in movimento anche quando è posata, gli conferisce sia in volo sia sul terreno un andamento altalenante e movenze che ricordano appunto una ballerina. Anche
l'aspetto è degno di un palcoscenico. Le parti superiori sono
grigie; il petto e il sottocoda sono di un bel giallo limone, il ventre
bianco, le ali e la coda quasi nere con del bianco sulle timoniere più
esterne. Frequenta
le rive dei torrenti con acque pulite sia in montagna sia in pianura
e difficilmente si allontana da questo habitat se non durante gli spostamenti
migratori. In questi ambienti la coppia costruisce il nido in cavità
di muri o tra le rocce, sotto i ponti e in muretti a secco. La femmina
depone 4-6 uova biancastre finemente punteggiate di marrone grigiastro.
La cova si protrae per 11-14 giorni ed è curata da entrambi i
sessi. |
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CINCIALLEGRA - Parus major Verso la fine dell'inverno il canto insistente della Cinciallegra avvisa il bosco e i suoi abitanti che inizia un'altra stagione riproduttiva. Lunga
14 cm, è la più grande di tutte le Cince. Il collo e la
testa sono neri con guance bianche; le parti inferiori sono gialle con
una larga stria longitudinale nera al centro, caratteristica che la
rende inconfondibile. Gli esemplari dei due sessi sono simili, ma la femmina ha la striscia nera sul petto meno marcata. Distribuita in gran parte dell'Europa, preferisce i boschi di latifoglie e misti risultando rara nei boschi di sole conifere. Molto diffusa anche nei parchi e giardini. Si alimenta di insetti, piccoli bruchi, bacche e gemme, orientandosi in inverno verso ogni tipo di seme. Il
nido è posto all'interno di cavità naturali di vecchie
piante, nei nidi di picchio, nei buchi dei muri o in qualsiasi altra
cavità adatta allo scopo; è la più assidua frequentatrice
delle cassette-nido. |
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CIVETTA – Athene noctua La Civetta è da sempre oggetto di stupide superstizioni a causa delle sue abitudini notturne e della gran varietà di vocalizzazioni non proprio musicali con cui comunica. Solo in Grecia è simbolo di sapienza ed è considerata un portafortuna. Presenta
una sagoma inconfondibile con testa grossa e leggermente appiattita,
in cui spiccano grandi occhi gialli. Il morbido piumaggio è di
un bel colore grigio-sabbia, con striature sul petto e macchie bianche
nella parte superiore. Come
quasi tutti i rapaci notturni, vola in assoluto silenzio grazie alle
piume soffici e vellutate che, offrendo una minore resistenza all'aria,
permettono all'animale di sorprendere le prede senza allarmarle. In aprile la femmina depone nella cavità prescelta fino a 7 uova bianche e le cova per circa un mese. L'alimentazione è varia e comprende piccoli roditori, uccelli, rettili, anfibi e insetti che, soprattutto nel periodo riproduttivo, vengono cacciati anche di giorno. |
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MARTIN PESCATORE – Alcedo atthis Il
Martin pescatore è sicuramente uno degli uccelli più vistosi.
Vola in modo rapido e uniforme, ciò gli permette di fendere l'aria in linea retta, mantenendo una direzione parallela a quella del livello dell'acqua. E' un uccello poco socievole, che vive solitario e che non tollera alcun concorrente nel suo territorio di caccia. Tra gennaio e febbraio si formano le coppie che iniziano la costruzione del nido. Scavano negli argini idonei di fiumi e torrenti una galleria in leggera salita, lunga anche più di un metro, al termine del quale si trova una camera sferica in cui vengono deposte, tra marzo e aprile, 5-7 uova bianche e lucide. Si nutre quasi esclusivamente di piccoli pesci che cattura tuffandosi da un posatoio fisso. Non
di rado, quando individua una preda, si solleva perpendicolarmente sullo
specchio d'acqua, si libra per un po', mira in basso e poi si lascia
precipitare e affonda nell'acqua per riaffiorare, quando l'attacco ha
avuto successo, con la preda, che uccide picchiandola più volte
sul posatoio prima di ingoiarla intera. |
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PETTIROSSO – Erithacus rubecula Il
Pettirosso è probabilmente uno degli uccelli più conosciuti
per via della sua abitudine di frequentare i giardini delle abitazioni
in cerca di cibo, mostrando una particolare confidenza nei confronti
dell'uomo. Durante
il periodo riproduttivo che va da marzo a luglio, il pettirosso diventa
molto elusivo e si ritira negli angoli più tranquilli dei boschi,
dove la femmina costruisce un voluminoso nido di foglie e muschio, in
cui depone 4 o 5 uova color crema, macchiate di rossiccio, che sono
covate per 2 settimane. Estremamente territoriale anche al di fuori del periodo riproduttivo, attacca e scaccia con vigore qualsiasi intruso della propria specie. E' forse l'unico passeriforme che emette il bellissimo canto flautato anche in pieno inverno. |
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PICCHIO VERDE - Picus viridis Considerevolmente più grande del Picchio rosso maggiore, presenta una colorazione generale verdastra, con groppone giallo e parti inferiori grigio verdastre; il vertice della testa è rosso carminio con i lati e i larghi mustacchi neri; nel maschio il mustacchio presenta la zona centrale rossa, unico segno che lo distingue dalla femmina. I
giovani hanno piumaggio più pallido, distintamente macchiato
e striato. Il Picchio verde frequenta i boschi e le campagne con alberature sparse; è più scarso nelle foreste di conifere, dove si spinge fino ai 1700 metri di quota. Il volo è caratteristico, ondulato con una successione di “tuffi” ad ali chiuse, che si alternano ad impennate con forti battute d'ala. A
differenza degli altri Picchi si nutre prevalentemente a terra, dove
cerca con la lunga lingua formiche di ogni genere e le loro uova; la
dieta comprende anche larve di insetti silofagi (mangiatori di legno). Il
nido è una cavità larga circa 15 cm e profonda 25-40 cm,
in fondo alla quale la femmina, tra la fine di aprile e gli inizi di
maggio, depone da 5 a 7 uova di colore bianco, covate da entrambi i
sessi per circa 16-18 giorni. |
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POIANA – Buteo buteo Come per molti altri rapaci, ha avuto negli ultimi anni un incremento numerico significativo che l'ha portata a ricolonizzare i territori da cui era scomparsa a causa della persecuzione diretta da parte dell'uomo e dell'uso indiscriminato del DDT che, pur non causando direttamente la morte dell'animale, rendeva le uova fragili e sterili, compromettendo pesantemente il successo riproduttivo. E' relativamente facile da avvistare per l'abitudine di volteggiare a lungo ad ali ferme emettendo il tipico richiamo pigolante. In volo presenta una sagoma raccolta, con ali larghe, coda arrotondata e barrata, testa grossa e poco sporgente dal corpo. Gli adulti sono generalmente di color bruno scuro, con le parti inferiori macchiate di bianco in modo irregolare e con una macchia bianca nella parte inferiore dell'ala, ben visibile in volo. In pianura nidifica su grossi alberi, solitamente a notevole altezza, dove costruisce grossi nidi in cui la femmina depone, verso la fine di marzo, da 2 a 4 uova bianche, screziate di bruno. I piccoli nascono dopo 35 giorni e vengono accuditi da entrambi i genitori e lasciano il nido dopo circa 6 settimane. L'alimentazione è costituita da piccoli roditori, uccelli e rettili, che vengono cacciati esplorando il territorio in volo o all'aspetto, da un posatoio fisso; vengono raccolti anche animali morti, soprattutto durante gli spostamenti invernali, quando alle Poiane residenti si aggiungono quelle in migrazione. |
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RONDINE – Hirundo rustica La Rondine è un notissimo uccello ed è considerata un po' il simbolo della primavera; è molto amata per la sua abitudine a frequentare i nostri cortili. Ogni anno, tra marzo e aprile, giunge da noi per nidificare. Ripartire alla volta dell'Africa verso settembre, costituendo forse il più noto e classico esempio di migrazione tra gli uccelli. Lunga circa 19 cm, è nera con riflessi blu metallico nelle parti superiori e petto color bianco-crema, con banda blu; la fronte e la gola sono rossicce. La coda è molto forcuta, notevolmente più marcata nel maschio e caratterizzata in volo da una fila di macchie bianche. I giovani sono simili agli adulti ma con colori meno vivaci e con coda meno forcuta. La
Rondine frequenta luoghi aperti: campagne e terreni coltivati . Nidifica
sotto i tetti di cascinali, stalle e fattorie. Il nido ha forma di coppa
ed è posto solitamente a pochissima distanza dalla volta; per
la sua costruzione viene utilizzato principalmente del fango impastato
con saliva e fibre vegetali; internamente la coppa viene imbottita con
pagliuzze, piume e crini; alla sua costruzione partecipano entrambi
i sessi. Si
nutre esclusivamente di insetti che cattura in volo. |
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SCOIATTOLO – Sciurus vulgaris Avvistare questo conosciuto e grazioso roditore non è difficile, soprattutto nelle prime ore della giornata e al tramonto, quando la frenetica ricerca del cibo si fa più intensa, con chiassose e acrobatiche rincorse dei rivali tra i rami o a terra. Altrettanto facile è la sua identificazione: la sagoma caratteristica, con la lunga e folta coda sempre in movimento, lo rende inconfondibile. La colorazione, altrettanto distintiva, può variare a seconda degli individui da un bel rosso mattone al bruno, arrivando a tonalità quasi nere nel periodo invernale. Lo Scoiattolo costruisce grossi nidi di rami, rifiniti all'interno con muschio e altro materiale morbido, posti nella chioma degli alberi o all'interno di cavità degli stessi. La femmina partorisce e alleva i piccoli in primavera. Si alimenta in prevalenza di nocciole, castagne, noci, pinoli, faggiole e semi in generale, bacche, frutta e funghi. A differenza del Ghiro, che cade in un profondo letargo, lo Scoiattolo è attivo durante tutto l'inverno, durante il quale utilizza le scorte di cibo opportunamente accantonate in estate, integrando la dieta con i teneri germogli delle pigne di larice e di abete. |
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TASSO – Meles meles Differisce dagli altri mustelidi per le dimensioni maggiori e la colorazione. Il Tasso ha forme tozze, testa allungata e appiattita, coda corta e arti brevi muniti di robuste unghie. Entrambi i sessi hanno un pelo ruvido e poco folto di colore bianco-grigiastro nelle parti superiori e nerastro in quelle inferiori; la testa è bianca con due bande nere, che dalle narici attraversano gli occhi e le orecchie fino ai lati del collo. Animale di abitudini elusive, tipicamente crepuscolari e notturne, conduce vita solitaria o in piccoli gruppi famigliari durante il periodo riproduttivo, frequentando boschi di latifoglie e misti, alternati a zone aperte o coltivate. La
tana, facilmente individuabile per la presenza di depositi di terra
all'imboccatura, viene normalmente scavata lungo pendii boscosi e cespugliosi;
presenta una profonda e complessa rete di gallerie con diverse entrate
a scivolo. All'interno della tana il Tasso sceglie una delle camere,
spaziosa ed imbottita di foglie ed erba secca e la usa in modo prevalente.
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VOLPE – Vulpes vulpes Un
tempo diffusa solo sull'arco alpino, ha colonizzato negli ultimi 20
anni, grazie alla sua adattabilità, gran parte dei territori
di collina e pianura. L'aspetto è quello di un piccolo cane affusolato:
muso lungo e appuntito, orecchie ben evidenti e coda folta con caratteristica
punta bianca. L'alimentazione della Volpe è quanto mai varia e include praticamente ogni cibo disponibile: le prede preferite sono topi, arvicole, conigli, uccelli e uova, pesci, anfibi, chiocciole, lombrichi, bacche, frutta e, in caso di necessità, animali da cortile.
Attiva prevalentemente di notte, è possibile avvistarla anche
in pieno giorno in zone non disturbate. Il territorio della Volpe è estremamente variabile nelle dimensioni, essendo determinato per lo più dalla disponibilità alimentare. In zone urbane ricche di cibo può essere anche di pochi ettari. |
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