parco all'italiana albiate

Il parco

Il Parco della Villa San Valerio appartiene a pieno titolo al sistema delle Ville di Piacere della Brianza. Anche se poco resta dell’originale impianto secentesco, la conformazione stessa della Villa, che forma una serie di diversi giardini a stanze, il suo ampio affaccio verso il sistema delle prealpi lombarde, l’impianto del giardino all’italiana e la presenza di alcune eccellenze arboree, configurano San Valerio come un interessante esempio di arte dei giardini e del paesaggio.   Se indubbia è l’importanza storica del Parco, non altrettanto evidente è il ruolo strategico che questa area gioca nella rete ecologica del territorio del nord Milano. Si tratta infatti di una delle più vaste aree non edificate della porzione meridionale del sistema fluviale, che rappresenta un’importante stepping stone di collegamento con il Parco di Monza in senso nord-sud, insieme alla zona della Canonica. Altrettanto importante è il collegamento est-ovest, al punto che la Provincia di Milano, nel suo piano territoriale, ha identificato in questa area uno dei corridoi ecologici primari, funzionali al collegamento fra le Groane ed il Lambro.   Del resto, 25.27 ettari di aree verdi che possono usufruire di una gestione unitaria ed improntata ad una visione strategica in senso ambientale possono incidere, e molto, a livello ecologico. Gli 64.060 m2 del parco storico e i 171.000 m2 delle aree agricole formano un presidio territoriale, un potenziale straordinario di biodiversità in una area che ha visto, negli ultimi anni, crescere in modo abnorme la città metropolitana, che si affaccia da sud.   Dal 2004 gli interventi di gestione del Parco sono improntati a questa visione strategica. La prima serie di interventi è stata finalizzata alla conoscenza dell’oggetto, che è la base della corretta gestione. E’ stato quindi effettuato un accurato rilievo delle piante presenti nel Parco storico, e di quelle costituenti l’impianto formale delle aree agricole e si è iniziata una serie di interventi finalizzati alla conservazione del patrimonio vegetale della Villa.   Nel Parco Storico le operazioni sono state finalizzate, in una prima fase, alla messa in sicurezza delle alberature pericolanti ed al miglioramento delle condizioni di insediamento delle piante monumentali. A partire dal 2006 sono iniziati gli interventi di gestione improntati alla arboricoltura naturalistica, che consistono in una serie di interventi silvicolturali che vengono condotti allo scopo di promuovere un circolo virtuoso all’interno del sistema di fasce boscate.   Nell’arboricoltura ornamentale tradizionale, infatti, gli interventi di manutenzione sono finalizzati al mantenimento di una struttura arborea sana, e quindi sicura. Si opera quindi per contenere o alleggerire le chiome, si rimonda il secco e si eliminano gli alberi con cavità o marciumi del legno per evitare che, in corrispondenza di questi punti di debolezza, la pianta possa rompersi e provocare danni.   Se questo tipo di gestione è una condizione obbligata per gli alberi delle nostre strade e dei parchi maggiormente fruiti, laddove le piante possono crescere indisturbate e la pressione antropica non è così vincolante, la gestione stessa può indirizzarsi in senso più naturalistico. Si tratta di riconoscere, ed accettare, il fatto che il processo di invecchiamento di un albero è un processo biologico normale, da non guardare con sospetto, e di straordinaria importanza. Gli alberi vecchi, marcendo, restituiscono al terreno gli elementi nutritivi che hanno immagazzinato nel tronco. In un legno marcescente vivono microrganismi degradatori, insetti lignicoli, funghi saprofiti che costituiscono un invisibile laboratorio vitale, di straordinaria importanza per la biodiversità. E come facile immaginare, le cavità degli alberi sono case per gli uccelli !   Nel Parco della Villa San Valerio non solo questi processi sono stati riconosciuti come tali e conservati, ma si è addirittura iniziata una serie di interventi finalizzata al loro incremento. Così, in alcune piante di minor pregio storico o botanico, che una gestione tradizionale avrebbe semplicemente tagliato a zero, si sono provocate artificialmente rotture di branche, cavità, scosciature, per favorire l’instaurarsi dei processi di decadimento del legno che una visione più naturalistica vede in modo favorevole.   Questa è solo una della serie di interventi che sono stati messi in atto o che verranno attivati nei prossimi anni nel Parco, e che vedono come obiettivo finale non solo la conservazione di un patrimonio storico, ma anche l’incremento della biodiversità dell’area. Una serie di interventi molteplici per rispondere, con soluzioni complesse, a problematiche complesse.   Parallelamente, nelle aree agricole, procedono le opere di piantagione dei filari campestri, che hanno rappresentato l’intervento visivamente più rappresentativo degli anni 2005 e 2006. Il vetusto filare di pioppi cipressini posto lungo la strada Monza-Carate, che era ormai ridotto numericamente a meno del 30 % delle piante costituenti l’impianto originario, è stato interamente ricostruito attraverso una operazione che ha visto d’accordo i diversi enti preposti, i due Comuni di Albiate e Carate, l’ente Parco ed il Settore Strade della Provincia. Il filare è stato integralmente ricostituito nello stesso momento in cui si sono effettuati gli abbattimenti delle poche piante rimanenti, ormai troppo insicure per la loro collocazione a fianco di una strada a denso traffico.   Lungo le capezzagne sono stati costituiti dei nuovi filari, in parte a pioppo cipressino, in parte a pioppo e gelso alternati, in parte a gelso che verrà governato a capitozzo, andando quindi a costituire una importante memoria storica, perché non si dimentichi il ruolo fondamentale che l’economia legata all’allevamento del baco ed alle tessiture ha giocato in questa zona.   A San Valerio si lavora per il futuro, senza dimenticare il passato.  

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catalogazione delle piante e testo a cura di Laura Gatti