Articolo
di Giuseppe Caprotti pubblicato sulla rivista MARK-UP di aprile
2010 con nota introduttiva.
Tutti
gli altri articoli di Giuseppe Caprotti pubblicati sulla rivista
MARK-UP negli anni 2008 e 2009
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6
maggio 2010 |
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"Riapparsi
i rifiuti tra Albiate e Carate!"
di Giuseppe Caprotti
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22
aprile 2010
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Articolo
di Giuseppe Caprotti pubblicato sulla rivista MARK-UP di
aprile 2010
Tutti
gli altri articoli di Giuseppe Caprotti pubblicati sulla
rivista MARK-UP negli anni 2008 e 2009
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12
aprile 2010 |
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Abbiamo
deciso di pubblicare in HTML un documento del 2007, presentato
ad una manifestazione di “Brianza per il cuore”,
perché molte delle tendenze ivi enunciate vengono confermate
da notizie di oggi.
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2
aprile 2010
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"Downsizing?
No grazie, va meglio
downovation (downsizing+innovation")
Sergio Monsorno è stato buyer in Esselunga e poi coordinatore
commerciale della Centrale d'acquisti ESD. Successivamente
ha lavorato per il Gruppo Lombardini.
Pubblichiamo volentieri questo suo primo articolo su Mark-up
perchè lo riteniamo particolarmente interessante.
Giuseppe Caprotti
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2
aprile 2010
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Post
scriptum riguardante "L'avventura del biologico".
di Giuseppe Caprotti |
30
marzo 2010
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ARTICOLO:
Esselunga contro Coca - cola, storia della denuncia e della
vittoria di esselunga all'Antitrust, overossia di come Davide
abbia potuto battere Golia.
Di Giuseppe Caprotti |
10
febbraio 2010
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Articolo
di Giuseppe Caprotti pubblicato sulla rivista MARK-UP di Febbraio
2010
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10
febbraio 2010
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Giuseppe
Caprotti
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8
febbraio 2010 |
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"Dall'orto
all'arte" : cronaca di due campagne pubblicitarie.
di Giuseppe Caprotti |
1
novembre 2009 |
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Articoli
di Giuseppe Caprotti pubblicati sulla rivista MARK-UP
negli anni 2008 e 2009 -
Inseriti il 15 ottobre 2009 |
2008
- 2009 |
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L'AVVENTURA
DEL BIOLOGICO
Effettuato
all’Università di Bologna dal dottor Gaetano
Puglisi,
premessa e conclusione di Giuseppe Caprotti. |
18
giugno 2009 |
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DAL TRADING
DOWN AL DOWNSIZING
Di
Giuseppe Caprotti. |
16
aprile 2009 |
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"UN'AMMINISTRAZIONE
INTERNA INDUSTRIALE PERFETTA
Il
“côté privé” dei Caprotti
(secoli XIX – XX)
Di Eleonora Sàita |
maggio
2009 |
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A SCUOLA
DI CIBO, Brianza per il cuore
Di
Giuseppe Caprotti. |
1
ottobre 2007 |

(documento di Power Point,
attivare la visualizzazione delle note) |
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ARCHIVI
AIROLDI - CAPROTTI
Intervento
alla conferenza tenutasi per l'inaugurazione della mostra.
Di
Giuseppe Caprotti.
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14
aprile 2007 |
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Credo che il mio primo dovere consista nello spiegare come
siamo arrivati alla costruzione di questa mostra e nel contempo
ringraziare tutte le persone che vi hanno collaborato.
Bisogna cominciare dall’archivio Caprotti il cui riordino
gestito negli anni ’70 dalla signora Castelletti su
commissione di mio padre è poi culminato nel libro
sulla famiglia redatto dal prof. Romano dell’ Università
degli studi di Milano e pubblicato nel 1980 da Franco Angeli.
Per quanto riguarda invece l’archivio Airoldi vorrei
ringraziare mio zio Guido che me ne ha lasciato una parte
in villa S. Valerio.
Ringrazio mio figlio Tommaso che lo ha riscoperto e se ne
è entusiasmato.
Ringrazio inoltre mio padre che mi ha donato gli archivi
Airoldi in suo possesso, gli archivi dei Caprotti e della
Manifattura.
Il percorso di riordino dei documenti degli Airoldi è
iniziato 4 anni fa quando il dott. Battistoni è stato
così gentile da contattare e portare ad Albiate il
professor Capra il quale ha confermato il grande interesse
storico dei documenti riguardanti gli Airoldi.
A questo punto è subentrato l’architetto Albani
la quale ha eseguito il primo riordino nonché l’analisi
stratigrafica della villa presente sul sito.
Poi, man mano, attraverso l’Università degli
Studi di Milano (la Statale) tutte le persone citate nell’invito.
Voglio anche ringraziare l’architetto Sebastiano Muzio
che e sta aiutando mia moglie e me nelle piccole trasformazioni
della villa.
L’idea della mostra è nata 2 anni fa e non
è stata voluta, come c’è scritto nel
sito, da Giuseppe Caprotti ma dal medesimo e dal dottor
Filippo Viganò, sindaco di Albiate, al quale dico
pubblicamente, l’avevo già fatto privatamente,
:
“se tutti gli uomini politici italiani fossero come
Lei l’Italia sarebbe un paese decisamente migliore”.
Colgo l’occasione anche per ringraziare l’Assessore
provinciale all’ Attuazione della Provincia di Monza
e Brianza, dottor Pietro Luigi Ponti, per aver accettato
il nostro invito e per essere stato oggi con noi.
Finita la cronistoria della gestione degli archivi e la
genesi della mostra vorrei darvi un messaggio.
Francesco Alberoni in un Suo pezzo del 26 febbraio 2007,
in prima pagina del Corriere della Sera, ha scritto: “POCA
CULTURA E LA CREATIVITA’ DI UN PAESE SVANISCE”.
Personalmente considero la creatività come la prima
risorsa economica dell’Italia.
Comunque il professore, riferendosi alle elites, afferma
che “chi non sa leggere libri di storia e filosofia
non saprà mai scrivere. E nemmeno fare un progetto
perché non saprà pensare in grande e in modo
logico e sistematico”.
Fin qui ho sintetizzato e citato Alberoni che parla di storia,
arte, lingua ed economia.
Aggiungerei personalmente alla cultura l’amore del
bello in generale.
In questa zona c’è ancora un po’ di natura,
bella, di tutti.
Sono appena tornato da New York e quello che mi ha sorpreso
non è tanto che i grandi capitalisti, i Rockefeller,
i Frick, i Mellon, i Chrysler siano stati dei grandi uomini
d’affari e dei mecenati ma che alla cultura del bello,
alla gestione dei beni pubblici contribuiscano tantissimi
cittadini comuni.
Tutte le panchine di Central Park – 240 ettari circa
– sono sponsorizzate dai cittadini.
Io non chiedo sponsorizzazioni, vorrei semplicemente un
aiuto concreto, giornaliero nella gestione del verde del
Parco della valle del Lambro.
Negli ultimi anni, oltre ai lavori sugli archivi, abbiamo
cercato di riqualificare la zona – aperta a tutti
- che va da Albiate a Carate.
La situazione è migliorata, soprattutto nel comune
di Albiate ma si può fare di più!
Serve a poco tempestare di richieste e solleciti la Pubblica
Amministrazione (vedi allegato
n.1 - allegato
n.2 - allegato
n.3 - allegato
n.4) se i cittadini e le aziende continuano a sporcare.
Penso che tutti voi consideriate, giustamente, i vostri
figli come la vostra ragione di vita: loro saranno i fruitori
di quell’area;
se gli insegnerete un po’ di educazione civica, che
purtroppo non è più da tempo nei programmi
scolastici, farete sicuramente il loro bene.
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