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ARCHIVIO
AIROLDI > ARCHIVIO
CAPROTTI > Inventario Regole da seguire per potere visionare fisicamente gli archivi. |
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| LA FAMIGLIA | |
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1 Nota delle forniture di arredi e biancheria consegnate da Bernardo Caprotti al figlio Giuseppe all’epoca del suo matrimonio con Giuseppina Polti. |
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2. 1866 maggio 12, Voghera L’ussaro Carlo Caprotti mm. 275x195 Nel maggio 1866, quando si stava preparando la Terza guerra d’indipendenza, Carlo Caprotti, fervente patriota, praticamente scappò di casa per arruolarsi nel reggimento Ussari di Piacenza, piantando in asso il fratello Giuseppe e gli affari della ditta (ma continuando a dispiacersene). Il 12 maggio scriveva a Giuseppe un telegramma col tono che avrebbe poi contraddistinto tutta la sua breve permanenza nell’esercito: Caprotti Seregno espresso Albiate./Non ricevendo martedì carte chieste, vado con Garibaldi, quantunque preferendo affari. Risposta telegrafica./Caprotti. Il
16 maggio faceva scrivere da un sottoposto che il signor Carlo è
arruolato e completamente vestito, è un bell’ussero,
ma aveva pochissimo tempo per occuparsi d’altro che del deposito
di Voghera cui era stato assegnato. Si stancò ben presto dei
tediosi compiti che gli erano toccati, dell’atmosfera che regnava
– gli rubarono pure il portamonete –, e scriveva al fratello
di non vedere l’ora di poter tornare a casa per occuparsi dei
suoi affari, come risulta da una lettera del 16 agosto in cui, peraltro,
comunicava a Giuseppe di non farsi vedere a Voghera prima di dieci giorni,
dovendo scontare una punizione per essersi finto malato. |
| 1875,
1891 e senza data L’educazione e il ruolo delle donne: le sorelle Caprotti, figlie di Bernardo e Carolina Candiani Come
tutte le ragazze di buona famiglia, le cinque sorelle Caprotti furono
educate negli istituti riservati all’istruzione femminile, ove
imparavano quelle che, di fatto, erano una delle principali componenti
immateriali della dote da portare al futuro coniuge: la padronanza della
buona educazione, della conversazione, delle pratiche religiose e di
beneficenza, nonché della musica e delle arti applicate come
il ricamo, la pittura finalizzata alla creazione di quadretti e ceramichine
(lavori che poi venivano disseminati per tutta la casa o nelle chiese)
o, come si vede da questi esempi, la bella calligrafia e l’arte
dello scrivere, anche in poesia. |
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3 senza data [ma anni ’60 circa] Poesia di Luigia Caprotti dedicata alle sorelle Virginia e Giulia in occasione del Natale mm. 211x135 |
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4 1875 novembre 2, Monza Lettera di auguri di Leopoldina Caprotti (suor Maria Bernardina) alla madre Carolina in occasione dell’onomastico mm. 210x135 |
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5 1891 Biglietto di auguri di Virginia Caprotti al fratello Giuseppe in occasione dell’onomastico mm. 116x240 |
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6 1887 Taccuino di poesie di Antonio Caprotti mm. 75x110 Antonio, figlio di Bernardo, morto neppure trentenne, fu un adolescente indisciplinato e disastroso negli studi, fors’anche perché, al contrario dei fratelli, non era assolutamente portato per gli affari, preferendo scrivere lettere e poesie d’amore, come quelle contenute in questo piccolo taccuino del quale viene esposta (e di seguito trascritta) la poesia dal titolo Roseo orizzonte: Serena e lieta d’amorosa fede/La nostra vita sia simile a quella/De le colombe, e il piede/Non volgerem per l’ampie fragorose/Città di cento traffici. Tra quelle/Genti scaltrite, Maria, il nostro amore/Non metterebbe mai foglia né fiore./Credilo, non fan che sia/La vita semplicetta/Del paesello ov’io nacqui, ed ove/Come i monti ed i campi e l’aria e il cielo/Splendidamente ne fioriscono i giorni/Forti, liberi e schietti. E chi di loro,/Chi potrebbe sentir la tua parola/Il tuo dolce sospiro, il tuo sorriso. |
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7 1912 Pagella scolastica dell’alunno Giuseppe Caprotti (quarta classe elementare) mm. 250x165 |
| L'AZIENDA | |
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8 1867 luglio 26, Ponte Albiate Lettera di Carlo Caprotti ad Ambrogio Radaelli, di Gerno In Corrispondenza e fatture dal 15 aprile al 31 luglio 1867 – 2, foglio 472 Registro copialettere, mm. 300x245 I numerosi copialettere, dove veniva ricopiata tutta la corrispondenza spedita ogni giorno, sono fonte preziosissima per lo studio dell’andamento quotidiano dell’azienda. Vi si possono trovare le lettere inviate a clienti e fornitori, solleciti, precisazioni, spesso scritti in un linguaggio diretto e colloquiale, tipico di un’epoca in cui i rapporti personali erano ancora alla base di qualunque rapporto economico. Certo noi oggi noi oggi ci stupiremmo di leggere una lettera d’affari così scritta, come ad esempio queste poche righe mandate a un fornitore probabilmente troppo insistente: A
quanto pare voi non fate alcuna attenzione a quanto vi si scrive. Se
con mia 24 corrente vi dico che dei vostri mattoni non ne voglio più,
bisogna forse che ve lo scriva a caratteri cubitali? Dei vostri mattoni
non ne voglio assolutamente più. Avete capito ora? Tanto a vostro
governo, e con stima vi riverisco. |
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9 senza data [ma 1840], Orvieto Lettera della ditta Augusto Irace mm. 280x190 La lettera della ditta Irace è un esempio indicativo di come venivano formulate le richieste alla Caprotti: Fodera materazzo bleu solido/Bordato tinto in olio/Filtorto per uomo/Bordato straforte color solido/Bordati comuni, e di questi se ne fa il maggior consumo, massime poi se son belli disegni e tinte, e buon prezzo./Questi sono i tipi de’ generi per le nostre campagne, e si desidera conoscere i prezzi ristretti nelle altezze relative, e le condizioni che potrebbero fare coteste fabriche. |
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10 1876 gennaio 20, Lecco Lettera della ditta Antonio Polti mm. 140x280 Si tratta di una vera ricevuta, prestampata nella ricca ed elegante grafica che usava all’epoca, in cui si quietanzava alla Caprotti il compenso dovuto per il disegno eseguito dei tre campioni di stoffe allegati. |
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11 1876 luglio 8, Carate Brianza Lettera della ditta Motta & Brambilla mm. 210x270 Nel testo della lettera si specifica alla Caprotti di restare precisissimi ai disegni commessi nelle camicie crociate, perché dei due campioni acclusi ne avevano già ricevuto una pezza in più rispetto al numero commissionato. Si raccomanda poi di inviare le pezze relative al disegno più grande con molto orange, ossia molto aranciate. |
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12 1876 luglio 28, Bologna Lettera della ditta Melloni Luigi fu Giuseppe mm. 220x265 Luigi Melloni domanda all’azienda Caprotti se è in grado di eseguire per lui in tela Marcella i disegni che figurano sui campioni allegati, e altri che avrebbe mandato in seguito dopo aver ricevuto risposta positiva dalla ditta albiatese, chiedendo nel contempo quale prezzo ristrettissimo (ossia quale sconto) si sarebbe potuto praticargli. |
| Regolamenti Aziendali | |
| I due regolamenti mostrano l’evoluzione avvenuta in trent’anni nella gestione dello stabilimento albiatese: dalle prime, semplici regole, comprese quelle del doveroso decoro che ogni operaio doveva mantenere (si vedano ad esempio i punti 6. e 7. del primo regolamento), all’assimilazione di regole e leggi a protezione delle maestranze, a cominciare da quelle per la prevenzione degli infortuni, cui i Caprotti prestarono sempre molta attenzione (punti 17 – 36 del secondo regolamento). | |
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13 1869 novembre 1 Regolamento per lo stabilimento della ditta Bernardo Caprotti di G[iusepp]e al Ponte di Albiate mm. 425x340 |
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14 1899 gennaio 1 Regolamento per l’opificio industriale della ditta Bernardo Caprotti di Giuseppe, Ponte Albiate mm. 620x430 |
| AMMINISTRAZIONE DI BENI E PROPRIETA' | |
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15 1893 dicembre 23, Palermo Copia di atto di compravendita con cui i fratelli Bernardo, Antonio, Emilio e Giovanni Caprotti di Giuseppe acquistano dal duca Cesare Ajroldi Marino, duca Cruyllas la proprietà di Villa San Valerio ad Albiate mm. 215x310 |
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16 1864 giugno 29, Ponte Albiate Lettera dell’impiegato G. Brambilla a Giuseppe Caprotti (“signor Peppino”) mm. 200x140 L’impiegato della ditta fornisce a Giuseppe Caprotti, in una grammatica un po’ stentata, informazioni che riguardano sia l’onnipresente allevamento dei bachi da seta - industria fra le maggiori della Brianza del secondo Ottocento, e interessante anche le proprietà Caprotti – sia la produzione dell’azienda tessile: Preg[iatissim]o
sig[nor] Peppino/(…)/Siccome, il Suo Signor Papà, ricevuta
di m[issiva] 27 corr[ente], dice di scrivergli se la n[ostr]a semente
è eguale a quella del fattore di Buffalora, mentre glie lo dicevo
appunto nella med[esim]a lettera; così a scanso d’ecquivoci
<sic!> credetti bene chiedere informazione verbale dal d[ett]o
fattore ed appunto qui sotto trascrivo ciò che mi riferì,
onde ella possa informarlo./”La galetta giapponese verde e bianca
è mischiata, non potendosi fare a meno p[er] combinare i maschi
colle femmine. Nei primi due giorni nacquero le farfalle un po’
scure ed in particolare i maschi, ma ricevetti poi lettera dal med[esim]o
che m’aveva data la galetta e mi disse non intimorirsi che dappertutto
nascono così e quindi tanto la mia come la sua e quella d’altri
è tutta uguale. Nell’ultimo giorno però nacquero
farfalle un po’ più belle, sul complesso procedono bene”.
Queste sono le precise parole del fattore./Ricevo lettera del sig[nor]
Turati che spedisce le pezze tinte cenere e dice sapersi regolare, che
in vista di sue occorrenze non potrà per l’avanti prendere
impegni circa il tingere manifatture. Il s[ignor] Zuppingher scrive
che ha dei bellissimi organzini dal N. 20 al 24 ed occorrendo filerebbe
anche numeri superiori, e desidera spedirci un campione p[er] prova,
tanto n’è bella la qualità, e ne farà conveniente
il prezzo. Attende riscontro./Null’altro che dist[intamente] riverirlo/Devot[issimo]
servo/G. Brambilla. |
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17 1896 Conti dell’azienda agricola mm. 375x280 La lista riporta gli acquisti per l’andamento dell’azienda, in generale foraggi (principalmente fieno e avena) e i cosiddetti appendizi, ossia il pollame fornito per contratto (pollastre, capponi, anitre e tacchini). |
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18 1913 gennaio 23 Esistenza vini in cantina padronale al 23 gennaio 1913 mm. 280x220 L’elenco dei vini e liquori conservati nella cantina Caprotti, attentamente diviso per locali e misure delle bottiglie (di cui a volte viene indicata pure la casa produttrice), riporta tipologie e annate di vini ancor oggi famosi o comunque noti, e provenienti per lo più dall’Italia: Valle Pantena, Lacrima Cristi, Grumello, Gattinara, Aleatico, Cortemiglia, Sardo, Moscato, Grignolino e altri, con l’aggiunta di liquori – cognac, acquavite – aceto bianco e rosso e, stivate nel primo locale, 43 bottiglie di salsa di pomodoro. |
| I CAPROTTI FIGURE PUBBLICHE | |
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19 senza data [ma post 1859] Minuta di regolamento per la Guardia nazionale di Albiate mm. 290x210, cc. 13 La «Guardia nazionale» era un retaggio del 1848, estesa a tutto il territorio italiano con legge del 1861, completamente staccata dall'esercito, agli ordini delle autorità civili. I suoi compiti consistevano nel mantenere l'ordine interno e, se necessario, nel concorrere con l'esercito alla difesa delle frontiere. La funzione principale della Guardia, però, corpo militare vero e proprio – tant’è vero che annoverava ufficiali, sottufficiali, graduati, truppa, il cui servizio era scandito da rulli di tamburi, sbattimenti di tacchi, ordini secchi, presentatarm e quant’altro – era il vigilare al buon ordine e alla pubblica sicurezza, impedendo assembramenti sospetti e accorrendo al primo grido di soccorso per arrestare ladri e malfattori in genere. Con una specifica importante, però, e bellissima nella sua semplicità (art. 26°): adoperando le belle maniere prima di passare all’arresto. |
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20 senza data [ma post 1859] I membri della Guardia nazionale di Albiate Stampa fotografica, mm. 140x170 Albiate, Villa San Valerio, Archivio Caprotti, busta 121, fascicolo 7 Fotografia degli effettivi che componevano la Guardia nazionale di Albiate, tra i cui ufficiali possiamo agevolmente immaginare di vedere un Caprotti, anche se al momento non è stato ancora possibile stabilire chi e quale fosse tra i personaggi fotografati. |
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21 1859 novembre 16, Milano Ricevuta di versamento rilasciata dall’Associazione unitaria italiana a Bernardo Caprotti per l’acquisto di fucili proposto dal generale Giuseppe Garibaldi mm. 130x100 |
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22 1875 ottobre 15, Milano Invito a Giuseppe Caprotti a un ballo di corte mm. 200x140 |
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23 1900 maggio 27 Volantino di propaganda elettorale di Carlo Caprotti mm. 285x220 |
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24 1904 dicembre 19, Albiate Copia di verbale di deliberazione delle Giunte municipali di Albiate e Sovico per la nomina provvisoria del medico consorziato (sindaco di Albiate: Bernardo Caprotti) mm. 210x310 |
| I DOCUMENTI PIÙ ANTICHI | |
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25 1685 giugno 12, Rancate Vendita fatta da Antonio Villa ad Antonio Caprotti di due spazi uno inferiore e l’altro superiore al Ponte di Albiate, rogata da Ferrando Glusciano not[ai]o di Mil[an]o Copia autentica di atto notarile, cartaceo, mm. 280x195, ff. 4 Antonio Villa del fu Battista, di Ponte Albiate pieve di Rancate, vende ad Antonio Caprotti del fu Giovanni Battista due loca (spazi), uno sito al piano superiore e uno al piano inferiore, con una porzione di terreno ove sorgono alcune piante di gelso, sito nello stesso luogo di Ponte Albiate. |
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26 1764 aprile 11, Monza Istromento de una casa conprata da Girolamo Canzi da Triugio il dì 11 aprille 1764, rogata del signor fiscale Caupini di Monza Copia autentica di atto notarile, cartaceo, mm. 278x195, ff. 8 Gerolamo Canzi del fu Giuseppe, di Triuggio pieve di Agliate, vende a Flaminio Caprotti del fu signor Giuseppe, di Ponte Albiate ma attualmente dimorante in Monza, acquirente a nome suo e dei fratelli Gerolamo e Giovanni, una casa con stalla sita in Ponte Albiate. |
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27 1765 novembre 6, Roma Reliquia di Sant’Anna, madre della Vergine Maria, e relativo certificato di autenticità Cartaceo, mm. 265x195; teca in argento, oro, seta e cristallo, mm. 35x23 Tra le antiche carte Caprotti è stata ritrovata questa minuscola reliquia, munita di certificato di autenticità. La teca che la racchiude è un piccolo gioiello in perfette condizioni, montata in argento, oro, seta e cristallo molato, con cartiglio identificativo (Annæ m[ater] B[eatæ] V[irginis] M[ariæ]) ancora perfettamente leggibile, e sigillata con filo serico fissato sul retro mediante bollo di ceralacca integro. |
| SPIGOLATURE d'ARCHIVIO | |
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28 1895 settembre 15, Parigi V.
Dumesnil, L’établissement Bernardo Caprotti di Giuseppe
à Ponte Albiate (Prov. De Milan), dans «L’Encyclopédie
Contemporaine illustrée», Paris, 15 settembre 1895 [La
ditta Bernardo Caprotti di Giuseppe a Ponte Albiate, provincia di Milano,
in «L’enciclopedia contemporanea illustrata», Parigi,
15 settembre 1895] |
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29 [1893 – 1896] Dati e formule di base per l’inventario Cartaceo, mm. 301x221 Si tratta delle istruzioni interne per l’esposizione dei filati e la compilazione dell’inventario di magazzino dell’azienda Caprotti alla fine del XIX secolo. Questa pagina in particolare riguarda il Riparto Water, ossia i filati di cotone a singolo capo (denominati, per l’appunto, water). |
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33 [1830 ? – 1907] Manifattura Caprotti, logo. |
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31 [1906– 1917] Manifattiura di Valle Camonica, Titolo di 10 azioni al portatore; 1909 Impresa fondata da Bernardo Caprotti, concorrente della manifattura Caprotti (di cui Bernardo rimase azionista) gestita dal fratello Emilio. La manifattura di Valle Camonica venne liquidata tra il 1913 e il 1917. |
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32 [1907– 1923] Società Anonima Cotonificio Caprotti Matrice di titoli al portatore, 10 azioni, 3° emissione, 1912 |
| 34 [1830?– 1907] Manifattura Caprotti, logo del 1830. |
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| 30 [1923– 1999] Manifattura Caprotti, logo. |
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35 [1830?– 1907] Manifattura Caprotti, etichette poste sui tessuti. |
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36 [1830?– 1907] Manifattura Caprotti, etichette poste sui tessuti. |
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37 [1830?– 1907] Manifattura Caprotti, etichette poste sui tessuti. |
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38 Inventario del 31 dicembre 1908, Società anonima Cotonificio Caprotti. Etichette poste sui tessuti. |
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39 Inventario del 31 dicembre 1908, Società anonima Cotonificio Caprotti. Etichette poste sui tessuti. |
| A cura di Eleonora Sàita e Giuseppe Caprotti Fonti
e bibliografia di riferimento: |
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web:
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