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“L’edificio
si presta, proprio attraverso l’apparente caos delle sovrapposizioni,
ad essere decifrato come vero e proprio testo compilato con scritture
di pietra” (P. Torsello, 1997)” |
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I
segni e i significati delle proprie vicende edilizie e di uso rimangono
impressi sui corpi di fabbrica e riflettono la loro storia e quella
delle famiglie che vi hanno abitato. E´ possibile riuscire a leggere
questo prezioso racconto preservato nell’assetto costruttivo e
nelle stratificazioni dell’edificio, indagando le forme, i materiali,
le tecniche costruttive, le distribuzioni e la complessità dell’architettura.
I segni della materia insieme alle informazioni ricavate dalle fonti
archivistiche hanno permesso di capire meglio un edificio che porta
con sé le tracce di quattro secoli di vita. |
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| La
villa San Valerio, cosí chiamata dagli anni Cinquanta, è
ubicata a nord del centro abitato di Albiate.
Fu acquistata nel marzo del 1640 (Milano, Archivio di Stato di Milano, Archivio notarile, notaio Giovanni Battista Aliprandi fu Luigi, pezzo n. 27518) da Marcellino Airoldi, Tesoriere generale del ducato di Milano e fu abitata dalla famiglia fino al 1893, quando i fratelli Caprotti acquistarono alcune proprietá in Albiate tra cui la villa (Albiate, Villa San Valerio, Archivio Caprotti, busta 152, fascicolo 1, 1893 dicembre 23, Palermo, copia originale dell’atto di compravendita). Nel 1640 nell’atto di compravendita cosìi viene descritta la villa: |
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Sedimen
a nobili situm in dicto loco Albiati, quod est cum pluribus locis inferioribus
et superioribus, canepa subterranea, curia magna et in ea cisterna,
torculare et supra illud solario bladorum, stallis duabus et supra eas
cassina, viridario, et in eo fontibus ex artificio aquam mittentibus,
itemque alio fonte ad medium crotta contiguo parieti dicte domus a nobili
versum ipsum viridarium, et tuba pro haurienda aqua in cortili prope
coquinam existente, aliisque suis iuribus et pertinentiis …
Casa
da nobile situata nella detta località di Albiate, composta da
diversi ambienti al piano inferiore e superiore, cantina sotterranea,
cortile maggiore e in essa una cisterna, torchio e sopra quello un piano
superiore adibito a fienile, due stalle con sopra un fienile, un giardino
dotato di fontane alimentate meccanicamente, ed un’altra fontana
nel mezzo di una grotta contigua al muro della casa verso il giardino,
ed una condotta per attingere l’acqua nel cortile esistente presso
la cucina, e con gli altri suoi diritti e pertinenze … |
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il primo edificio, ubicato nella zona nord-est con pianta a “L”,
è costituito da un primo nucleo a pianta rettangolare (fase I)
poi ampliato (fase II). Aveva un piano cantinato coperto da volte che
e tuttora conservato all’interno della villa. L´interpretazione
secondo la quale questo corpo di fabbrica potesse essere una torre medievale
non trova in realtà nessun fondamento in quanto non sono presenti
elementi tipici delle architetture fortificate, ma soprattutto anche
perché la zona denominata “castello” si trovava in
un’area diversa da quella della villa, situata a nord-est del
centro abitato; - il secondo edificio (fase I b), ubicato a est, ha pianta quadrata e si affaccia sulla strada principale, l’attuale via San Valerio. Sono riconoscibili le finestre, che si trovano a una quota diversa rispetto alle altre; - il terzo edificio (fase I c), ubicato in posizione più arretrata rispetto alla strada, ha pianta quadrata ed è stato inglobato nella costruzione della villa seicentesca. |
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| La Villa originale. | La Villa oggi, dopo l'intervento di restauro dell'Arch. Caccia Dominioni nel 1957 |
| La ricerca è stata condotta da arch. Francesca Albani per quanto riguarda il rilievo stratigrafico, dallo Studio Architettura Muzio che ha effettuato il rilievo geometrico e dalla dott. Eleonora Saita responsabile delle ricerche d’archivio. | |
web:
lapidari factory |
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